Parassiti esterni? Ecco cosa devi fare per cane e gatto!

parassiti cani e gatti

La primavera è una stagione fantastica: tutta la natura si risveglia e con lei i parassiti esterni di cani e gatti!

In realtà loro non dormono mai, perché spesso sono presenti anche in inverno, ma se durante la stagione fredda la necessità di utilizzare farmaci è utile solo in alcune condizioni, con il tempo mite diventa essenziale e quasi obbligatorio farne uso.

Il motivo per cui è necessario difendere i nostri animali domestici dai parassiti non è solo l’ovvia necessità di mantenerli puliti ed esenti da animaletti che potrebbero trasmettere loro malattie anche gravi, ma perché gli stessi potrebbero infettare anche noi umani e insediarsi nelle nostre case, diventando un problema davvero sgradevole.

Inoltre negli anni i parassiti, nonostante siano sempre gli stessi, sono mutati nelle loro capacità adattative, diventando di fatto, maggiormente resistenti ai farmaci e all’ambiente esterno.

E’ fondamentale dunque collaborare con il proprio veterinario al fine di attuare il protocollo più efficace per il loro controllo.

Parassiti esterni di cani e gatti.

I parassiti che più frequentemente colpiscono i nostri pelosi, sono definiti ectoparassiti e possono essere sia acari (tra cui le zecche) che insetti, quali pulci, pidocchi masticatori e succhiatori, zanzare, mosche e flebotomi.

Le lesioni che possono provocare sono numerose:

  • lesioni cutanee,
  • reazioni immuno-mediate (allergie),
  • essere vettori di agenti patogeni (quindi portatori di altre malattie).

Inoltre possono essere:

  • portatori di zoonosi (malattie trasmissibili all’uomo),
  • essere fattore predisponente di altre malattie secondarie alle lesioni del parassita (infezioni batteriche o fungine con conseguenti dermatiti),
  • essere causa di dermatiti allergiche causate dalla saliva dell’ectoparassita (Dermatite Allergica da morso di Pulce DAP).

Ti ricordo poi, che pulci e zecche, possono tranquillamente mordere anche l’uomo con conseguenze potenzialmente molto gravi, soprattutto se il parassita è lui stesso infetto da batteri.
Possono essere infatti portatori di Piroplasmosi e Malattia di Lyme, due patologie molto gravi, sia per gli animali, che per l’uomo.

Infine tra gli insetti ematofagi volanti ti ricordo che:

  • le zanzare sono portatrici di un altro agente patogeno, potenzialmente mortale, la filaria che si insedia nel circolo sanguigno;
  • i pappataci sono portatori di una malattia molto diffusa ormai in tutto il paese: la Leishmaniosi.

Pulci del cane e gatto: come riconoscerle sul pelo.

pulce parassita sul pelo

Le pulci sono piccoli insetti ematofagi, cioè che si nutrono di sangue, che possono infestare sia i cani che i gatti.

Solo l’adulto sale sull’ospite e lo punge nutrendosi di sangue e sempre sull’ospite deposita le sue feci, lasciando quindi traccia di sé sul pelo (foto sotto).

Lo stadio larvale e quindi la loro riproduzione invece, avviene totalmente nell’ambiente, anche quello domestico dove, le condizioni climatiche sono indipendenti dalle stagioni e quindi consentono lo svolgimento ininterrotto del ciclo riproduttivo.

Negli ultimi anni poi, si assiste ad una maggior capacità adattativa anche agli ambienti esterni freddi, per cui spesso è indicato continuare il trattamento preventivo quasi tutto l’anno.

Possono parassitare anche conigli e furetti, e sono portatrici di diverse malattie tra cui malattie batteriche come la Rickettsiosi, e Mycoplamsa, oltre a una verminosi intestinale nel cane: la dipilidioisi. (Infestazione da Dipylidium Caninum).

Come mi accorgo che il mio cane o gatto ha le pulci?

I sintomi di pulicosi sono piuttosto variabili, in base alla quantità di parassiti presenti sul soggetto, alla sua sensibilità, alla frequenza di esposizione al parassita.

In generale un animale infestato da pulci presenta:

  • prurito più o meno intenso;
  • se allergico al morso, il prurito può diventare tanto forte da essere causa di lesioni da grattamento;
  • presenza di feci di pulce sul pelo.

Attenzione nel gatto: il prurito in questa specie può manifestarsi anche con leccamento eccessivo o depressione, soprattutto quando molto intenso.
Il gatto spesso, mostra il suo malessere con l’isolamento e invece di grattarsi apertamente, può nascondersi nel farlo e dunque potremmo non renderci conto del suo comportamento.

pulci residui sul pelo

Il pelo in questa foto sembra sporco vero? E invece le macchioline scure sono feci di pulci.

Esiste una semplice prova da effettuare per verificare che il pelo non sia sporco, ma infestato.

Utilizzando un pettine a denti molto stretti, passarlo lungo il pelo e poggiare i residui raccolti su un foglio di carta assorbente bianco. Bagnare con poche gocce d’acqua i pezzettini marroni, se si sciolgono diventando rosso scuro, significa che sono feci di pulce (che si è nutrita del sangue del peloso).

Trattamento contro l’infestazione da pulci.

Il trattamento in caso di pulicosi deve essere volto a:

  • eliminare la presenza del parassita adulto sull’animale,
  • limitare la possibilità di reinfestazione,
  • bonificare l’ambiente in cui vive il paziente,
  • limitare la possibilità di riproduzione del parassita.

Per questo è necessario:

  • trattare tutti i soggetti (anche di specie differenti) presenti in casa, anche se apparentemente non infestati con insetticidi atti all’abbattimento immediato dei parassiti adulti.
    Il trattamento potrà e dovrà essere ripetuto, a seconda della formulazione adoperata, al fine di eradicare il problema fino in fondo.
  • Trattare l’ambiente casalingo dove vive l’animale, per cercare di eliminare le forme larvali, in particolare dove sono i giacigli, ma anche sui tappeti, divani ecc ecc.
  • Trattare gli ambienti esterni dove gli animali hanno accesso, soprattutto lungo i muri, nelle fessure e nelle cucce.
    A tal fine ti ricordo che, se il tuo peloso vive in campagna, può facilmente infestarsi anche incontrando pulci lasciate dai topi, altra fonte di infestazione.

Inoltre è possibile utilizzare farmaci, che hanno la capacità di inibire la fecondità delle pulci adulte, per cui se il parassita riesce a salire e pungere la pelle, assume il farmaco diventando sterile.

Zecche del cane e gatto: le zecche dure

Si distinguono da quelle molli, che invece infestano gli uccelli (piccioni in particolare, nelle nostre città, ma non solo).

La zecca è un acaro (un Ixodide, questa la sua famiglia di appartenenza) che vive in tutta Europa.

Anch’essa ematofaga (cioè che si nutre di sangue) sale sull’ospite ove si attacca alla pelle per fare il pasto.
Può aumentare di dimensione fino a 120 volte quella originale, quando ha terminato il pasto, poi si stacca e scende per continuare il suo ciclo vitale e deporre le uova.

Anche le zecche sono particolarmente resistenti negli ambienti esterni riuscendo a sopravvivere per anni nello stadio larvale anche a temperature piuttosto basse.

Una infestazione grave di zecche può portare a debilitazione dell’animale, proprio per la quantità di sangue che potrebbero togliere (anemia), soprattutto in animali molto giovani o molto anziani o comunque già debilitati.

Tuttavia il rischio più importante della presenza delle zecche è dovuto alla possibilità che hanno di trasmettere malattie particolarmente gravi che potrebbero portare a morte dell’animale.
In particolare possono essere portatrici di:

  • Babesiosi o piroplasmosi (infetta cane, ma trasmissibile anche all’uomo).
  • Rickettsiosi (cane).
  • Anaplasmosi (cane, gatto e uomo).
  • Malattia di Lyme (cane, gatto, uomo e roditori).
  • Encefalite da zecche, (cane e roditori).

Inoltre possono essere portatrici di filaria, insieme alle zanzare, nel cane.

Sintomi di infestazione da zecche.

La presenza delle zecche sul cane e gatto, portano raramente a sintomatologia manifesta, se non l’evidenza del parassita sulla pelle, attaccato mentre succhia il sangue.
E’ questo il motivo per cui è buona abitudine, soprattutto nelle stagioni calde, controllare sempre il peloso, al rientro da una passeggiata o comunque almeno una volta al giorno.

Le zecche non ha preferenze particolari dove pungere, ma si ritrovano più spesso in quelle zone dove è meno presente il pelo:

  • pieghe delle orecchie,
  • zona interdigitale,
  • ascelle,
  • muso.

Si possono però trovare lungo tutto il corpo del cane, per cui prendi la buona abitudine di  controllarlo tutto.

Altro segno di presenza o passaggio di zecche sul cane, sono la comparsa di piccole forme nodulari rossastre (dermatiti o piccolissimi ascessi), dovute al morso del parassita.

E’ importante inoltre ricordare che, al fine della trasmissione di malattie secondarie come la piroplasmosi, è necessario che la zecca effettui il pasto di sangue sulla pelle dell’animale.
Pare inoltre che siano necessarie almeno 24 ore di sosta sull’ospite per poter trasmettere l’eventuale agente patogeno.

Ecco perché è così utile effettuare il controllo visivo del peloso tutti i giorni almeno un paio di volte.

Trattamento contro l’infestazione da zecche.

Prima di tutto è necessario rimuovere i parassiti presenti e visibili.

La rimozione delle zecche dalla pelle è necessario ricordando che:

  • bisogna fare attenzione a rimuovere anche il rostro (l’apparato buccale) del parassita che altrimenti rischierebbe di infettare la pelle nel punto di insediamento;
  • è più agevole utilizzare delle pinze piatte che facilitino la presa;
  • NON utilizzare liquidi, olii, alcool o altro!! Questa pratica irrita la zecca, favorendo la trasmissione di agenti patogeni (in caso la zecca fosse infetta).
  • Considerando il fatto che non è sempre possibile vedere tutti i parassiti, soprattutto se sono saliti in forma larvale e/o sono su animali con pelo molto folto, il consiglio è certamente quello di utilizzare acaricidi atti alla rimozione di tutti i possibili infestanti.
  • Effettuare anche un trattamento periodico che possa, a lungo termine e per la stagione di maggior possibilità di infestazione, evitare il ripresentarsi del problema.
  • Anche se si sta utilizzando una profilassi è buona norma controllare comunque il cane, soprattutto verso la fine del periodo di efficacia del farmaco.
    La diversa sensibilità da specie a specie di zecca, potrebbe infatti rendere meno sensibile al principio attivo alcuni parassiti.

Ricordo inoltre che, nonostante siano meno sensibili e quindi con minor frequenza vengano attaccati, anche i gatti possono essere infestati dalle zecche.
Non dimenticare quindi di controllare anche lui.

Anche i pidocchi sono un parassita esterno, molto fastidioso di cani e gatti, ma l’utilizzo di antiparassitari per pulci e zecche ne ha ridotto notevolmente l’incidenza. Una profilassi specifica dunque non esiste, essendo sovrapponibile e concomitante l’azione anche contro questi parassiti.

Insetti volanti: un pericolo per cani e gatti.

Anche le zanzare ed i flebotomi sono parassiti molto fastidiosi, ma soprattutto estremamente pericolosi per i nostri amici pelosi, in quanto sono portatori di malattie gravi quali la filariosi cardio-polmonare e la leishmaniosi, patologia particolarmente insidiosa, soprattutto per la molteplicità di organi potenzialmente coinvolti (soprattutto il cuore e polmoni) e la difficoltà di trattamento, sia preventivo che terapeutico al momento in possesso del medico.

Di queste patologie parleremo in articoli specifici.

La prevenzione contro la puntura di questi insetti non è sempre semplice da ottenere, soprattutto in ambienti particolarmente infestati.

E’ importante quindi riuscire ad attuare dei trattamenti combinati, ambientali e sul soggetto da trattare, al fine di ottenere la massima efficacia. Oltre a conoscere quali comportamenti siano da evitare per prevenire il contatto con l’insetto e il possibile contagio.

I presidi più efficaci si sono dimostrati i collari e gli spot on, meno invece gli spray da applicare direttamente sul pelo, in quanto scivolano direttamente alla prima scrollata.

E’ inoltre utile limitare l’accesso all’esterno durante le ore notturne e le prime ore del mattino, quando cioè questi insetti sono maggiormente presenti ed attivi.

Quando e come trattare il cane o gatto contro i parassiti esterni?

La scelta del periodo e del metodo di trattamento è indicazione che ti dovrebbe sempre dare il tuo medico di fiducia.

Solo lui, infatti è in grado di valutare il tipo di vita, l’ambiente e il metodo più corretto ed efficace in base al paziente.

Molte sono le variabili da prendere in considerazione:

  • stato di salute del soggetto,
  • ipersensibilità accertata o possibile a farmaci,
  • presenza o assenza di allergia a morso di pulce (DAP),
  • stile di vita,
  • che ambienti frequenta fuori da casa,
  • capacità di attuazione del trattamento da parte del proprietario,
  • possibilità di utilizzo di un trattamento rispetto ad un altro.

Le formulazioni presenti disponibili sono diverse e sono, sia dedicate alla disinfestazione ambientale che alla protezione, disinfestazione e profilassi (quindi prevenzione) del soggetto.
Vediamo le caratteristiche di ognuna.

  • Spray: potere abbattente e lievemente repellente, inefficace se c’è lavaggio o con contatto con acqua.
  • Shampoo: potere abbattente e lievemente repellente,
  • Polveri: potere abbattente e lievemente repellente, non sempre utilizzabile in cani molto giovani e comunque sempre con attenzione alla diluizione da utilizzare.
  • Spot-on: potere repellente e abbattente, alcune formulazioni hanno efficacia anche contro i vermi, da apporre con particolare attenzione sulla pelle e dove l’animale non riesce a leccarsi.
    Inefficace dopo il lavaggio.
  • Collari: potere repellente e abbattente, alcuni sono resistenti al lavaggio, ma attenzione se in cuccioli che vivono insieme, giocando potrebbero strapparlo e/o mangiarlo.
  • Trattamenti per bocca: potere abbattente anche contro i vermi ma mai repellente, non consigliato in caso di DAP (Dermatite Allergica da Pulce).
  • Trattamenti iniettabili: potere abbattente contro vermi, filarie.

Bisogna inoltre considerare che non tutti i proprietari sono poi in grado di applicare gli spot-on, gocce che devono essere poste sulla pelle (e non sul pelo, pena la non efficacia del trattamento), perché il paziente non è collaborativo, oppure perché lo tollera male e quindi si infastidisce e scappa.

In altre situazioni invece l’abitudine a lavare spesso (o bagnarsi) dell’animale, rende meno utilizzabili, sia i collari che gli spot-on stessi, rendendo dunque necessaria la somministrazione di formulazioni differenti.

In caso di soggetti affetti da DAP, allergia da morso di pulce è essenziale utilizzare prodotti repellenti, per ridurre al minimo la possibilità di morsicatura.
Per cercare poi di ridurre anche l’infestazione ambientale sarebbe utile utilizzarne formulazioni che abbiano anche capacità di ridurre la fecondità del parassita, in caso riuscisse comunque a salire.

In generale sono da trattare sempre:

  • gli animali che vivono fuori, o che vivono anche fuori casa e tutti i soggetti che, pur vivendo in casa, sono a contatto con animali che escono regolarmente, almeno nella stagione di maggior caldo, se l’ambiente non è a forte rischio infestazione, tutto l’anno se invece è zona a rischio reinfestazione (canili ad esempio, o zone dove è stata riscontrata una alta percentuale di infestazione)

Può non essere necessario il trattamento in pazienti che vivono sempre in casa (gatti ad esempio) o che escono molto raramente e in ambienti non potenzialmente contaminanti.
In questo caso è utile effettuare sempre un controllo accurato del soggetto al rientro in casa.
In caso di riscontro di parassiti, eliminarli (in caso di zecche) e applicare sempre un prodotto specifico insetticida.

La combinazione di farmaci in caso di necessità di protezione da insetti volanti, pulci e zecche, deve tenere conto di :

  • potere abbattente ectoparassiti (spot-on, collari)
  • potere repellente insetti volanti e ectoparassiti (spot-on, collari)
  • capacità di rendere sterili le pulci che eventualmente riescono a salire .

Alcune formulazioni poi sono anche in grado di eliminare l’infestazione di vermi intestinali (portati dalle pulci), e prevenire lo sviluppo delle filarie cardiopolmonari.

Quindi uno schema di prevenzione efficace potrebbe essere:

PRIMAVERA ESTATE IN ZONE ENDEMICHE DI ZANZARE E PAPPATACI:
  • Utilizza un collare spot-on con azione repellente per insetti volanti, pulci e zecche (da applicare almeno una settimana prima dello spostamento verso zone di vacanza per essere certi della sua efficacia in caso dovessi spostarti). Insieme a
  • trattamento per bocca contro l’infestazione di parassiti intestinali e filaria, da protrarre fino ad autunno inoltrato.

Con questo tipo di trattamento potrai avere copertura efficace anche contro acari e pidocchi.

TUTTO L’ANNO IN ZONE INFESTATE DA PULCI E ZECCHE E/O IN ZONE CALDE TUTTO L’ANNO:
  • pastiglie abbattenti contro possibile infestazione da pulci e zecche.
  • In caso di necessità è possibile utilizzare spray naturali (olio di Neem) come ulteriore repellente o abbattente, nei periodi di minor infestazione.

Ti ricordo inoltre che è disponibile un trattamento iniettabile, da ripetere una volta sola all’anno per la prevenzione dell’infestazione da Filaria.
Se ne vuoi sapere di più, puoi contattarci da qui.

Antiparassitari per cani e gatti: situazioni particolari.

In caso di intolleranza ai principi attivi è possibile che ci siano lievi effetti collaterali, come irritazione della cute perdita di pelo intorno al collare o intorno al punto di apposizione del liquido.

In genere spariscono subito dopo o il lavaggio o l’eliminazione della causa.

Infine un ultima raccomandazione: non utilizzare mai prodotti per il cane sul gatto, perché possono essere fortemente tossici per loro, quindi utilizza sempre prodotti specie-specifici.

Bene per oggi è tutto. Se hai bisogno di un consiglio per il trattamento antiparassitario del tuo cane o gatto, non  esitare a contattarci da questa pagina.

Ma seguici anche sulla nostra pagina Facebook, puoi farlo da qui.