Malattie trasmesse dalle zecche: quali i rischi di contagio?

malattie trasmesse dalle zecche

Malattie trasmesse dalle zecche

Nell’articolo precedente abbiamo parlato di zecche e del modo in cui possono infestare cani e gatti.
Oggi parliamo di come siano in grado di trasmettere numerosi agenti patogeni di diversa natura attraverso la loro puntura.
Le zecche sono potenziali vettori di moltissimi agenti patogeni e le malattie trasmesse da questi artropodi sono comunemente conosciute con l’acronimo TBD (Tick Borne Diseases).

Come avviene la trasmissione delle malattie dalla zecca all’ospite

Durante il pasto, la zecca assume una piccola quantità di sangue fino a riempire completamente il proprio apparato digerente.

Il sangue è costituito da una parte liquida (acqua) e da una parte corpuscolata, formata a da cellule (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) che costituiscono il nutrimento per il parassita.

Una volta raggiunto il limite massimo di capienza, all’incirca dopo 48 ore dalla puntura, l’apparato digerente della zecca inizia a separare la parte corpuscolata, che tratterrà all’interno del corpo, da quella liquida, che invece sarà rigurgitata nel torrente circolatorio dell’ospite.

Con questo sistema molto ingegnoso il parassita crea spazio per assumere altro sangue ed ottimizza il pasto.

È proprio durante il rigurgito che gli agenti patogeni eventualmente presenti all’interno della zecca raggiungono l’organismo animale, determinando così l’infezione.

Una ulteriore strategia di trasmissione, messa in atto solamente da alcuni agenti patogeni (come ad esempio la Babesia spp.) è la via trans-ovarica, grazie alla quale le larve di zecca ereditano l’infezione direttamente dalla madre al momento della deposizione.

Quando una zecche è vettore di agenti patogeni?

Non tutte le zecche sono portatrici di malattia.
Affinché una zecca si infetti, cioè sia in grado di trasmettere a sua volta la malattia, deve prima compiere un pasto di sangue su un animale portatore di quel determinato agente patogeno.

Passando da un ospite all’altro, durante le fasi di accrescimento, l’artropode sarà quindi in grado di trasferire il microorganismo attraverso la puntura. (Qui scopri le il ciclo biologico della zecca).

Hai mai fatto caso che spesso, si ammassano tutte insieme a formare una specie di grappolo e sembrano succhiare il sangue dallo stesso sito?

È una strategia che si chiama co-feeding, un adattamento che oltre a rendere più agevole il pasto di sangue determina anche il passaggio degli agenti patogeni da una singola zecca infetta a tutte le altre commensali.

Recenti studi epidemiologici, condotti in diverse aree del nostro Paese, hanno messo in evidenza un dato piuttosto allarmante: se è vero che non tutte le zecche sono infette e vettori di malattie, molte di esse però lo sono.

Si calcola, infatti, che dal 5 al 20% di questi fastidiosi parassiti presenti sul territorio veicola con se almeno un microorganismo patogeno, agente eziologico di malattie infettive.

La percentuale di zecche infette è estremamente variabile e ciò dipende da dalla presenza di animali selvatici, di roditori infestanti e di cani e gatti randagi e altre situazioni concomitanti.

Principali malattie trasmesse dalle zecche

Le principali malattie trasmesse sono:

  • Malattie protozoarie:
    – Babesiosi
    – Hepatozoonosi
  • Malattie da nematodi:
    – Filariosi (diversa dalla filariosi cardio-polmonare e cutanea sostenuta da Dirofilaria spp.)
    • Malattie batteriche:
    – Borreliosi
    – Ehrlichiosi
    – Anaplasmosi
    – Rickettsiosi
    – Febbre Q
    – Tularemia
  •  Malattie virali:
    – Encefalite da zecche
    – Louping ill

Non tutte queste patologie sono presenti nel nostro Paese e non tutte le zecche sono in grado di trasmettere ognuno degli agenti patogeni appena elencati, bensì esiste una sorta di specie-specificità.

Dei moltissimi animali che ogni anno vengono punti da una zecca infetta, la maggior parte riesce ad affrontare la malattia senza manifestare segni clinici oppure sviluppando una forma clinica molto lieve e spesso autolimitante, tanto da non essere addirittura notata dal proprietario.

I soggetti nei quali le patologie trasmesse da zecche evolvono in forme cliniche gravi presentano sintomi piuttosto generici, come ad esempio:

  • Febbre
  • Depressione
  • Scarso appetito
  • Perdita di peso
  • Riluttanza al movimento
  • Dolori muscolo-scheletrici
  • Segni neurologici (come incoordinazione motoria, paralisi, scarso equilibrio, ecc).

A seconda dell’agente patogeno coinvolto si potranno avere sintomi e andamento leggermente differente con gravità della manifestazione dipendente sia dall’età del soggetto che dall’agente patogeno stesso.

Ma andiamo a scoprire nel dettaglio le malattie più frequenti.

malattie trasmesse da zecche cani insieme

La babesiosi nel cane e nel gatto (o Piroplasmosi)

La babesiosi è causata da protozoi del genere Babesia, microorganismi in grado di infettare i globuli rossi.
Ne esistono diverse specie (ad es. B. canis, B. hannae, B. vogeli e B. gibsoni), ognuna delle quali trasmessa da una specifica zecca.
Nell’Europa del sud, quindi anche nel nostro Paese, la Babesia di più frequente riscontro è B. vogeli, trasmessa dalla zecca Riphicephalus sanguineus.

Il decorso e la sintomatologia della babesiosi può variare notevolmente in funzione del ceppo coinvolto.
Le infezioni decorrono molto spesso in maniera sub-clinica negli adulti mentre l’evoluzione nei cuccioli di cane è solitamente più grave.
Mentre nel cane l’infezione si verifica con una certa frequenza, nei gatti questa è piuttosto rara.

Il periodo di incubazione varia da 1 a 3 settimane;

Sintomi di Piroplasmosi (o Babesiosi)

La sintomatologia si distingue in differenti forme, variabili per gravità dei sintomi, da iperacute (fulminanti) fino a quelle croniche in cui il cane mostra sintomi aspecifici di svogliatezza, appetito capriccioso e febbre altalenante.

Nelle forme cliniche acute ed iperacute, i sintomi più frequenti sono i seguenti:

  • Febbre
  • Letargia
  • Anoressia
  • Vomito
  • Problemi neurologici
  • Disturbi locomotori
  • Ittero
  • Possibile anemia emolitica
  • Possibile insufficienza renale.

L’Ehrlichiosi nel cane e nel gatto

Ehrlichia canis è un batterio che infetta i globuli bianchi e che provoca la malattia.

Il cane è l’ospite principale del batterio, ma anche i canidi selvatici (ad es. volpi e lupi) possono fungere da serbatoio.
Il vettore specifico di questa patologia è la zecca Rhipicephalus sanguineus.
L’infezione interessa soprattutto il cane ma può verificarsi anche nel gatto, sebbene piuttosto raramente.

Il periodo di incubazione oscilla tra gli 8 e i 20 giorni circa.

Sintomi di Erlichiosi.

La forma acuta dell’infezione dura da 1 a 3 settimane e i cani colpiti manifestano:

  • Depressione
  • Apatia
  • Scarso appetito
  • Difficoltà respiratoria
  • Febbre
  • Ingrossamento dei linfonodi
  • Petecchie (piccoli ematomi sulla cute e sulle mucose)
  • Vomito
  • Perdita di sangue dal naso
  • Anemia
  • Convulsioni
  • Paresi o paralisi
  • Mancanza di equilibrio

Esiste anche una forma cronica dell’infezione, il cui decorso può prolungarsi anche per molto tempo.
Nella forma cronica i principali segni clinici sono simili a quelli descritti per la forma acuta, a cui si possono aggiungere:

  • Perdita di peso
  • Mucose pallide
  • Edema nelle parti più declivi degli arti e dello scroto
  • Secrezioni da occhi e naso
  • Sangue nelle urine
  • Polmoniti
  • Problemi renali
  • Artriti
  • Zoppia
  • Problemi oculari (cornea opaca, presenza di sangue nella camera anteriore e sulla retina nonché cecità)
  • Nistagmo (oscillazione del globo oculare)

Anaplasmosi del cane e del gatto

Esistono diversi batteri appartenenti al genere Anaplasma e nel nostro Paese ne sono stati descritti due, responsabili di due malattie ben distinte.

Anaplasmosi granulocitica

Causato da Anaplasma phagocytophilum, che utilizza come vettore la zecca Ixodes ricinus.

Questo microorganismo patogeno può infettare il cane, il gatto, il cavallo e anche l’uomo mentre i serbatoi sono i roditori e gli ungulati selvatici.

Una volta penetrato nell’ospite attraverso la puntura della zecca, il batterio si localizza all’interno dei neutrofili e più raramente degli esonofili, entrambe popolazioni cellulari della serie bianca (globuli bianchi o leucociti).

Il periodo di incubazione è di 1-2 settimane.

Sintomi di Anaplasmosi granulocitica

Come per tutte le altre TBD, i segni clinici nel cane non sono specifici e tra i più frequenti possiamo ricordare:

  • Letargia
  • Anoressia
  • Febbre
  • Artrite
  • Mucose pallido
  • Dolore addominale
  • Segni gastroenterici (vomito e diarrea)
  • Aumento di volume dei linfonodi
  • Petecchie
  • Segni neurologici
  • Sete intensa

Nel gatto l’infezione è rara e i principali segni clinici sono letargia, anoressia, febbre, linfonodi ingrossati ed anemia.

Trombocitopenia ciclica del cane

Questa patologia colpisce solo il cane ed è causata da Anaplasma platys, la seconda delle due specie di Anaplasma di maggiore interesse nel nostro Paese.
La zecca vettore di questo agente patogeno è Rhipicephalus sanguineus.
Il periodo di incubazione è di circa due settimane e l’infezione causa una trombocitopenia (diminuzione delle piastrine) intermittente.

Sintomi di Trombocitopenia ciclica

I segni clinici sono:

  • Febbre
  • Letargia
  • Mucose pallide
  • Petecchie
  • Immunodepressione
  • Difetto nella coagulazione

Borreliosi del cane e del gatto o Malattie di Lyme

La borreliosi, meglio nota come Malattia di Lyme, è una patologia di natura batterica causata da diverse specie di spirochete appartenenti al complesso Borrelia burgdorferi.
Può colpire diversi mammiferi ed uccelli attraverso la puntura di zecche appartenenti al genere Ixodes, tra cui quelle più importanti nel nostro Paese sono Ixodes ricinus e Ixodes exagonus.

Tra le specie domestiche il cane è sicuramente quella più colpita, ma in realtà questa patologia riveste più che altro una maggiore importanza in medicina umana per l’infezione nell’uomo.

La maggior parte dei cani infetti risulta asintomatica, pertanto la malattia decorre per lo più senza sintomi, ma possono verificarsi casi di febbre, zoppia e problemi renali.

Nel gatto questa patologia ha scarsa rilevanza e sono rarissimi i soggetti sieropositivi che manifestano una qualche sintomatologia.

Encefalite da zecche

A differenza delle TBD precedentemente descritte, l’encefalite da zecche è una malattia di natura virale e le specie più colpite sono il cane, il cavallo e l’uomo ma non il gatto.

I serbatoi selvatici del virus sono i roditori, gli uccelli, i canidi selvatici ed i ruminanti.

Anche nota come TBE (Tick-Borne Encephalitis), l’encefalite da zecche viene trasmessa dalla puntura di Ixodes ricinus ma è stata accertata la possibilità di trasmissione anche da da parte di culicidi (zanzare).

Sintomi di encefalite da zecche

Nel cane esistono diverse forme cliniche:

  • Iperacuta: generalmente letale con un decorso di 3-7 giorni
  • Acuta: una forma grave la cui durata è in media di 1-3 settimane
  • Asintomatica: si tratta di una forma cronica che, in genere, non comporta sintomi particolari

I sintomi più frequenti sono, al solito aspecifici:

  • Febbre
  • Debolezza
  • Sonnolenza
  • Depressione
  • Scarso appetito
  • Segni neurologici (convulsioni, paresi, incoordinazione motoria, riflessi rallentati.

Ambulatorio veterinario Fiocco Scalvi gatto sterilizzazione

Come prevenire le malattie trasmesse da zecche.

La migliore forma di prevenzione è l’applicazione di antiparassitari oppure di oli essenziali ad azione repellente, i quali evitano che la zecca salga sull’animale per pungerlo, oppure ectocidi ad azione acaricida, che ne determinano la morte prima che possa avvenire la trasmissione di patogeni e quindi l’infezione.

Per alcune patologie, in particolare la Borreliosi e la Babesiosi, esistono in commercio dei vaccini per la specie canina, la cui somministrazione deve essere discussa con il proprio veterinario di fiducia.

Se individuiamo delle zecche sul nostro cane o gatto, queste devono essere rimosse il prima possibile, utilizzando le apposite pinzette acquistabili in farmacia oppure a mano libera.

Se non abbiamo esperienza, meglio rivolgersi al veterinario che provvederà alla rimozione del parassita in tutta sicurezza.

Come abbiamo già specificato nell’articolo sulle zecche, è sempre bene evitare di rimuoverle con l’ausilio di liquidi di qualunque genere, per evitare che rigurgitino e, quindi possano infettare l’animale

Molto importante è la diagnosi corretta di queste patologie, alcune delle quali possono causare gravi danni per la salute degli animali e soprattutto del cane.

In presenza di infestazioni massive da zecche, oppure in seguito alla comparsa di stati di malessere o segni clinici riferibili alla loro puntura, il veterinario può far eseguire test sierologici o molecolari per verificare la presenza dell’infezione, ma soprattutto per identificare con certezza il patogeno coinvolto al fine di importare una terapia mirata.

Se dopo un paio di settimane o tre che il cane è stato punto da una zecca, vi accorgete di un suo cambiamento o abbattimento particolare portatelo dal vostro veterinario che sarà in grado di effettuare le giuste valutazioni.

Le malattie trasmesse da zecche: un pericolo per l’uomo?

Non tutte le malattie che abbiamo appena elencato rappresentano un rischio per l’uomo.

Ehrlichia non è considerato un agente zoonosico, riguardo a Babesia non sono ancora state segnalate infezioni umane in Italia mentre quelle da Anaplasma sono davvero sporadiche, al contrario della borreliosi e dell’encefalite da zecche verso le quali il livello di attenzione sta crescendo negli ultimi anni.

Bisogna ricordare che queste patologie vengono trasmesse all’uomo attraverso la puntura dell’artropode vettore e che pertanto il cane e il gatto non rappresentano un rischio diretto.

Ti  piaciuto l’articolo? Condividilo  e seguici sulla nostra pagina Facebook.

Se hai bisogno di maggiori informazioni o di un appuntamento, puoi trovare i nostri contatti qui.