Pressione arteriosa nel gatto:una questione di controllo.

Pressione arteriosa nei gatti

La pressione arteriosa è un parametro universalmente riconosciuto come importante e di facile esecuzione in medicina umana.
Negli ultimi anni, anche in ambito veterinario si è compreso il valore della sua misurazione per  la salute del cane e gatto.
In questo articolo facciamo chiarezza sulla sua importanza e sul perché è bene misurarla, in particolare nel gatto adulto/anziano.

Pressione arteriosa nel gatto

Quando hai misurato la pressione l’ultima volta? E quando l’hai fatta misurare al tuo gatto? Mai??
Beh da oggi dovrai iniziare a pensare di farlo, in particolare se hai un gatto diversamente giovane (adulto o anziano). Ma perché è così importante?

Capiamo in breve cos’è e cosa significa questo parametro.

La pressione arteriosa è un dato che esprime l’integrità del sistema cardio-circolatorio ed è il monitor che ne determina la funzionalità.

La pressione si riferisce a  quella che il sangue applica ai vasi sanguigni.

Può variare in base alla

  • capacità contrattile del cuore
  • frequenza del suo battito
  • rigidità dei vasi sanguigni (se sono più o meno elastici)
  • diametro dei vasi
  • quantità di sangue presente in circolo (la gittata cardiaca).

Pensa a cosa accade in caso di emorragia interna.
Il sangue non è più circolante nei vasi ma si disperde nell’organismo, con la conseguenza che la pressione diminuisce più o meno gradatamente a seconda dell’entità della perdita.

La conseguenza è il collasso, cosa che può accadere, ad esempio, in caso di grave trauma da caduta dall’alto.

Il motivo per cui la pressione arteriosa, solo oggi ha preso maggior importanza in medicina veterinaria risiede nel fatto che solo da poco si hanno dei parametri di riferimento corretti.

Per intenderci se nell’uomo sappiamo che il valore normale di pressione arteriosa è 80-85  la minima e 120-130 la massima, in medicina veterinaria è necessario avere un parametro simile.

Valori normali di pressione arteriosa nel gatto

Per dire se il tuo gatto ha la pressione alta o bassa c’è bisogno di un punto di riferimento.

La pressione arteriosa media è un parametro variabile e, tutto sommato poco stabile in quanto dipende sia dalla gittata cardiaca che dalle resistenze periferiche.
Ecco perché è stato necessario studiarne i valori di riferimento e metterli a paragone con la condizione di salute dell’animale.
La conclusione è stata che

La pressione arteriosa media normale nel gatto va da 70/80 mmHg (la minima) a non superiore ai 160 mmHg (la massima).

Partendo da questi parametri vediamo quali sono le situazioni estreme, aumento o diminuzione della pressione, da cosa sono dovute e come si manifestano.

È da ricordare che sono moltissime le variabili che incidono sulla sua misurazione, non ultimo la condizione di maggiore o minore stress a cui è sottoposto l’animale prima e durante la misurazione, il peso, la razza ecc.

Ipertensione gatto cause

Cause di pressione alta

L’ipertensione è una situazione piuttosto frequente in particolare nel gatto adulto anziano ed è, spesso, sotto-diagnosticata.

Viene considerato il male silenzioso. Di solito non mostra sintomi fino a che non è tanto grave da essere irrimediabile.

Mentre nell’uomo è possibile avere un’ipertensione primaria (cioè non provocata da altra condizione) nel gatto è più spesso provocata ad altre malattie, nonostante possa esserci anche un’ipertensione idiopatica (cioè a causa sconosciuta).
Tra le più frequenti troviamo:

Ipertensione arteriosa nel gatto: i sintomi

I sintomi di pressione alta non sono visibili fino a che la situazione non è già grave.

Questo perché l’organismo ha tendenza a compensare i danni provocati dall’ipertensione.

Gli organi che maggiormente vengono colpiti sono:

  • occhi
  • sistema nervoso
  • rene
  • cuore.

I sintomi, quindi variano in base al distretto colpito.

Sintomi oculari di ipertensione

  • ipovisione
  • cecità (per emorragie a livello dell’occhio)

Ci si accorge che il gatto vede meno perché assume atteggiamenti differenti dal solito, quali:

  • è più lento nel movimento
  • sbatte contro gli oggetti
  • si muove radente il muro
  • è timoroso
  • cambia comportamento.

Sintomi neurologici

In caso di emorragia cerebrale il gatto può avere un ictus. Questo può manifestarsi con dolore acuto alla testa che si presenta con

  • cambio del comportamento
  • incapacità di coordinazione
  • paralisi totale o parziale ecc.

Sintomi renali

Soprattutto in caso di insufficienza renale cronica già presente, l’ipertensione può provocare un aggravarsi della condizione più velocemente.

I gatti con insufficienza renale devono essere maggiormente monitorati nella pressione arteriosa al fine di poterla controllare anche con farmaci atti alla sua diminuzione.

I sintomi sono

  • aumento della sete
  • aumento dell’urina
  • dimagramento
  • inappetenza

che possono aggravarsi in modo repentino.

Sintomi cardiaci di ipertensione

Lo sforzo cardiaco maggiore associato all’ipertensione può provocare, in casi gravi anche all’insufficienza cardiaca congestizia.

I sintomi sono

  • affaticamento
  • difficoltà respiratoria
  • letargia
  • inappetenza

Pressione alta nel gatto: cosa fare subito

Una volta che si è compreso che c’è un problema di ipertensione è importante porvi immediato rimedio. Nei casi di emergenza (in cui si hanno sintomi acuti o iperacuti) sarò necessario rivolgersi al proprio medico nel più breve tempo possibile.

Il secondo passo è di affrontare una terapia adeguata affinché la condizione ipertensiva possa rientrare.

Se, però, non si è intervenuti in tempo, i danni fatti saranno irreversibili.

Ecco perché, è così importante cercare di prevenire la condizione.

Come mi accorgo che il gatto ha sempre la pressione alta?

Considerando che non possiamo basarci sui soli sintomi che arrivano e si manifestano troppo tardi, è la prevenzione che dovrà guidare il nostro intento.

Oltre all’osservazione del fondo dell’occhio che indica la presenza di danni oculari come micro-emorragie, sarà

la misurazione della pressione fatta con regolarità a consentire di conoscere per tempo il suo valore e poter intervenire prima che i danni si siano instaurati.

Come si misura la pressione nel gatto

Esistono strumentazioni particolari, del tutto simili a quelli che vengono utilizzati in medicina umana, assolutamente non invasivi, affidabili e totalmente sicuri.

La pressione viene misurata attraverso un manicotto che circonda la coda o la zampa (come avviene per il nostro braccio).

L’unico problema però risiede nella (di solito) scarsa collaborazione del gatto che è frequentemente disorientato e spaventato alla visita e che, quindi potrebbe risultare falsamente iperteso.
La sua pressione cioè potrebbe essere molto alterata rispetto alla condizione reale a causa della situazione contingente.

Ecco perché è così importante incominciare fin da cucciolo ad abituare il micio alla visita veterinaria, al trasporto in auto, a cambiamenti di ambiente, affinché, quando necessita di effettuare operazioni di questo genere non subisca un trauma troppo violento.

Quando la misurazione viene effettuata in Ambulatorio è bene ricordare di:

  • lasciare che il gatto abbia tutto il tempo di tranquillizzarsi prima della misurazione, lasciandolo per almeno 10-15 minuti sereno e tranquillo prima della pratica
  • lasciarlo da solo e senza altri animali in ambiente silenzioso
  • non obbligarlo a uscire dal trasportino, la misurazione può essere fatta anche dal suo interno
  • consentire al proprietario di restare accanto al gatto per tranquillizzarlo

Proprio a causa della scarsa serenità del soggetto la misurazione viene effettuata più volte durante la stessa sessione affinché il gatto si abitui man mano ai rumori e alla pressione esercitata dal manicotto.

Rimedi per l’ipertensione del gatto

Accertata la presenza dell’innalzamento del parametro sarà necessario identificarne la causa che, spesso può essere nota (come nel caso di gatti con patologia renale in corso).

In quel caso sarà necessario approntare un protocollo terapeutico (come l’Amlodipina e gli ACE-inibitori) che, singolarmente o in combinazione, potranno ridurre la pressione arteriosa.

Importante, nelle prime fase valutare il risultato terapeutico attraverso il monitoraggio della pressione e l’osservazione del comportamento del gatto, osservazione che durerà almeno una decina di giorni.

Oltre ai farmaci sarà però necessario prendere provvedimenti anche dal punto di vista comportamentale e nello stile di vita del soggetto:

  • aumentare il movimento con arricchimento ambientale adeguato
  • ridurre il peso corporeo in caso di obesità o sovrappeso (che aumenta la pressione)
  • utilizzare una alimentazione adeguata e di buona qualità

Il monitoraggio servirà anche a scongiurare la condizione contraria cioè l’ipotensione.

Pressione troppo bassa nel gatto: sintomi

In caso di sovradosaggio del farmaco si potrebbe creare una condizione particolarmente pericolosa per il micio: l’ipotensione.

Questa potrebbe essere provocata anche da:

  • stato di shock
  • emorragie
  • tutte le situazioni in cui si ha perdita diffusa di sangue.

I sintomi sono subito molto evidenti:

  • perdita di coscienza
  • forte abbattimento
  • diminuita urinazione (per ridotta pressione a livello renale).

Vista la gravità della condizione che può portare a morte del soggetto per mancato arrivo di ossigeno al cervello è una condizione di emergenza che, come tale va trattata.

 

Come prevenire l’ipertensione nel gatto?

L’ipertensione va prevenuta (esattamente come per noi) soprattutto con uno stile di vita corretto.

  • Alimentazione adeguata e di buona qualità
  • Movimento fisico e mentale con giochi di attivazione, arricchimento ambientale che ne stimolino l’istinto predatorio
  • Controlli regolari, attraverso visite periodiche che dovranno essere sempre eseguite.

Per maggiori informazioni contattaci, saremo lieti di darti tutte le indicazioni necessarie.

Bene, per oggi è tutto.

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Bibliografia:
  1. Ipertensione da Icatcare