Gatti e ciclo estrale: quali i sintomi nel maschio e femmina?

calore nella gatta femmina

Nei precedenti articoli abbiamo preso in considerazione il ciclo estrale nel cane, quali fossero i comportamenti normali e come comportarsi durante questo periodo, così complicato da gestire.
Oggi affrontiamo il mondo riproduttivo dei gatti.

I gatti, non lo diciamo mai abbastanza, non sono dei piccoli cani… ma una specie totalmente diversa, per esigenze nutrizionali, comportamentali, abitudini e anche per il loro ciclo estrale.

Ciclo estrale della gatta.

La gatta è un animale estremamente prolifico, in grado di affrontare più gravidanze durante la stessa stagione riproduttiva e che può raggiungere la maturità sessuale molto presto.

Quando arriva il primo calore nella gatta?

Il primo ciclo nella micia arriva in tempi variabili, di solito tra i 5 e i 18 mesi a seconda di diversi fattori.

  • Razza: i gatti a pelo corto domestici europei o meticci raggiungono la maturità sessuale prima rispetto a quelli con pelo lungo o di razza.
    I Persiani raggiungono la maturità sessuale dopo i 12 mesi.
  • Momento dell’anno (fotoperiodo),
  • alimentazione,
  • condizione ambientale,
  • condizione fisica,
  • stato di salute
  • peso corporeo.[1]

Il periodo di insorgenza del primo calore è così variabile perché dipende anche da quando è nata la piccola.

Considerando che il calore sopraggiunge soprattutto nel periodo in cui le giornate iniziano ad allungarsi (verso Gennaio-Febbraio) le micie nate in primavera o nelle stagioni successive possono raggiungere la maturità sessuale negli stessi periodi a patto che le condizioni ambientali e peso corporeo siano adeguati.

Altre condizioni sociali che influenzano l’insorgenza del primo ciclo sono:

  • la convivenza con altre gatte in estro
  • l’introduzione di un gatto maschio intero
  • la vita in casa o libera (le gatte in casa hanno il ciclo più tardi solitamente).

Ciclo stagionale: ogni quanto va in calore la gatta?

Partiamo col dire che la gatta va in calore (nelle zone settentrionali) da Febbraio fino a Settembre a seconda del clima.
Particolarmente influenzata dalle ore di luce, il periodo di picco è quello della primavera-estate.

Il periodo di riposo ormonale (cioè l’anaestro) va da Ottobre a Dicembre.

Nel periodo riproduttivo quindi la gatta va in calore ogni due settimane, fino a che non si instaura una gravidanza o pseudogravidanza.

Sono fortemente influenzate dall’alternanza di luce e buio, tanto che la luce artificiale di casa, può influenzare il calore.
Anche la razza però, influisce: i Siamesi paiono essere meno sensibili alla luce con ciclo estrale che dura tutto l’anno, mentre i gatti a pelo lungo, difficilmente entrano in calore durante l’inverno.

calore nelle gatte

Ciclo estrale nella gatta: le fasi

A differenza del cane, il ciclo della gatta è diviso in 5 fasi.

Proestro.

Fase in cui la gatta non è fertile ma attira il maschio con comportamenti tipici.
Miagolii, comportamenti affettuosi, strofinamenti, rotolamenti, calpestio e lordosi (incurva al schiena).
In questa fase però, se si introduce un maschio può soffiare e mostrare aggressività.
Non si mostra in tutte le gatte e può durare diversi giorni, come poche ore, oppure essere totalmente asintomatico. Di solito dura fino a 3 giorni.

Estro

È la fase di ricettività sessuale. Ha durata variabile da 4 a 7 giorni, ma può durare anche da 1 a 21 giorni.
Non hanno perdite ematiche evidenti come nel cane, per la loro abitudine al grooming.
La vulva è leggermente ingrossata.
Durante questo periodo possono emettere spruzzi di urina per marcare il territorio, inoltre emettono vocalizi e accettano il maschio.

Interestro

Se la gatta non viene fecondata va in riposo ormonale con questo intervallo di inattività sessuale.
Può durare periodi variabili. Più spesso dura da 1 a 3 settimane, ma il periodo può variare da 3 giorni a 7 settimane, a seconda dell’età (molto giovane o molto anziana in cui i cicli non sono regolari).
Questo periodo si presenta se la gatta non ha ovulato.

Diestro

È il periodo in cui può instaurarsi la pseudogravidanza nella gatta.
Se, durante l’estro, si è instaurata l’ovulazione, si ha questo periodo in cui ormoni come il progesterone inducono modificazioni, nell’utero che preparano alla gravidanza.
L’ovulazione è stimolata dalla copula e da altri stimoli.
Non si distingue, dal punto di vista comportamentale dall’anaestro e interestro.

Anaestro

Il periodo di riposo sessuale che va da Ottobre a Febbraio, nelle gatte che vivono in libertà; è più breve invece nelle gatte che vivono in casa.

Gravidanza isterica e piometra nella gatta

Anche le gatte possono andare incontro a gravidanza isterica e piometra, esattamente come le cagnoline non sterilizzate, malattie tipiche delle femmine sottoposte a lunga stimolazione progestinica.

Dobbiamo a tal proposito ricordare una cosa.

La stimolazione dell’utero da parte degli ormoni progestinici, avviene al momento dell’ovulazione, cioè quando la gatta ovula e diventa fertile (perché produce gli ovuli che potranno essere fecondati dagli spermatozoi, durante l’accoppiamento).
Dopo questo fenomeno l’utero subisce dei mutamenti che lo preparano alla possibile gravidanza.

Mentre si pensava che l’ovulazione nella gatta fosse stimolata solo dall’accoppiamento, si è invece visto che non è così.

Gatte mai accoppiate e che non vivono in gruppo, sono state soggette a malattie tipiche della fase luteinica, come appunto la piometra e le endometriti.

La stimolazione può infatti avvenire anche per stimoli:

  • acustici (vocalizzi di maschi)
  • olfattivi (da maschi vicini)
  • fisici (accarezzamento della schiena o simili)

La pseudogravidanza nella gatta è del tutto simile nei segni clinici, a quella della cagna (se vuoi leggerne le caratteristiche le trovi in questo articolo), ma sono più lievi e durano un periodo inferiore.

Ora che ti ho raccontato come funziona il ciclo estrale della gatta, vorrei cercare di rispondere in modo più specifico alle domande che, più frequentemente mi vengono poste.

Gatto ciclo estrale

Domande frequenti sul calore dei gatti.

Quanto dura il ciclo estrale nel gatto maschio e femmina?

Ti consiglio di leggere il testo precedente, ma in sunto i gatti vanno in calore da Febbraio a Settembre (fino a Novembre).
Le femmine hanno cicli (in media) di una settimana che, se non vengono coperte, si alternano a periodi di riposo ormonale per circa un paio di settimane o tre per poi riprendere il calore.
Questo è valido sia per la femmina che per il maschio.
Il maschio però è sempre fertile.
Non ha un ciclo come la femmina, “entra in calore” non appena sente una femmina nel periodo fertile e quindi ha atteggiamenti conseguenti.

Quali sintomi mostra una gatta in calore? Come capirlo?

Quando è in calore, la gatta tende a strofinarsi contro oggetti e persone, miagola ed è irrequieta.
Nel momento dell’estro, se la si accarezza sulla schiena può mostrare comportamenti simil-convulsivi con grida forti (sono comportamenti post coitali, del tutto normali), sposta la coda lateralmente.

Gatto “maschio in calore”: sintomi?

Il gatto maschio “in calore” (leggere la risposta precedente, in cui si specifica che non è un calore vero e proprio, ma solo il fatto che sente la femmina)  può diventare aggressivo verso le persone, marca il territorio in casa e cerca di scappare (se lo fa difficilmente torna).

La mia gatta va in calore in inverno è normale?

Le gatte che vivono in casa possono avere un periodo fertile più lungo, influenzato dalla quantità di luce artificiale o dalla temperatura interna.

Il mio gatto non mangia perché in calore, è normale?

Il gatto maschio intero, soprattutto se nel periodo del calore può manifestare inappetenza. In generale si consiglia sempre di far visitare il soggetto in caso di digiuni prolungati per più di 12 ore.
Di solito accade in gatti che hanno accesso all’esterno e il proprietario può non accorgersi del digiuno, visto che l’animale potrebbe approvvigionarsi di cibo con piccole prede cacciate fuori da casa.

La gatta durante il ciclo, perde sangue?

Durante il ciclo estrale la gatta perde meno sangue del cane femmina, ma pulendosi frequentemente, di solito non lo mostra.

Nel prossimo articolo valutiamo la necessità della sterilizzazione dei gatti non destinati alla riproduzione, perché è utile farlo e in che periodo, prendendo in considerazione i risultati di recenti e autorevoli studi.

Bene, per oggi è tutto.

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Bibliografia:
  1. Feldman EC, Nelson RW: Feline reproduction, in Feldman EC, Nelson RW (eds): Canine and Feline Endocrinology and Reproduction. Philadelphia, WB Saunders Co, 1996, pp 741-767.