Collasso laringeo nel cane e gatto: questiona di musi schiacciati?

Collasso laringeo

Il collasso laringeo è una delle alterazioni delle prime vie aeree che possono manifestarsi nei cani e gatti di razza brachicefala, affetti da BAOS.

La particolare conformazione anatomica del muso dei brachicefali fa si che le ossa della testa più sviluppate in larghezza che lunghezza, abbiano tessuti molli che rimangono esuberanti.
Di conseguenza si verifica una serie di anomalie che condizionano il corretto passaggio dell’aria e comportano la comparsa di segni clinici molto peculiari.
Ne abbiamo ampiamente parlato in questo articolo: BAOS (Sindrome Ostruttiva delle Alte Vie Aeree) del cane.

I cani (e i gatti) affetti da BAOS presentano anomalie anatomiche congenite già alla nascita alle quali conseguono, con il progredire della malattia, altre alterazioni di tipo acquisito.

Tra le condizioni acquisite, cioè quelle che intervengono successivamente e possono essere considerate conseguenza dei danni causati dalla patologia stessa, sono:

  • Collasso laringeo
  • Eversione dei sacculi laringei

Il collasso della laringe nel cane: cos’è

La laringe è costituita da una sorta di scheletro semirigido composto da tre cartilagini impari (epiglottidea, cricoidea e tiroidea) e una coppia di cartilagini pari (aritenoidi) i cui movimenti sono resi possibili dalla presenza di muscoli e da una particolare innervazione.

(Puoi capire meglio l’anatomia dall’articolo in cui si descrive la paralisi laringea.)

Anatomia della laringe del cane

Fonte Immagine

A differenza di quanto avviene nella paralisi laringea, nella quale si verifica la parziale o completa impossibilità di abduzione delle cartilagini aritenoidi, nel collasso questa mobilità è mantenuta.

Al contrario, si verifica un’anormale deformabilità e perdita di rigidità di queste cartilagini che tendono ad avvicinarsi tra loro sul piano mediale, con conseguente riduzione dello spazio attraverso il quale dovrebbe avvenire il passaggio di aria.

Il risultato finale è una maggiore difficoltà sia in fase inspiratoria che espiratoria.

In sintesi, dunque, il collasso laringeo non è un’anomalia funzionale, in quanto la capacità adduttoria ed abduttoria delle cartilagini è comunque conservata, bensì un difetto anatomico e strutturale.

Questa condizione patologica coinvolge tutte le cartilagini della laringe, che di conseguenza, perde buona parte della sua caratteristica rigidità strutturale, ma diventa particolarmente evidente a livello delle aritenoidi.

Causa del collasso

Il collasso della laringe si verifica a seguito dell’aumentato sforzo inspiratorio, prolungato nel tempo, causato dalle alterazioni anatomiche congenite che si presentano nei cani (e nei gatti) di razza brachicefala.

Nei soggetti affetti da BAOS, il collasso della laringe è il fenomeno che, probabilmente, più di tutti influenza la sintomatologia clinica.

Il passaggio dell’aria, che da lineare diviene turbolento provoca infiammazione cronica delle mucose, che trasferisce poi alle cartilagini sottostanti che perdono la loro tonicità afflosciandosi lentamente.

Sintomi del collasso della laringe nel cane e nel gatto

Il collasso della laringe si verifica, il più delle volte, in soggetti di età superiore ai due anni.

Fino a non molto tempo fa era considerato normale e quasi caratteristico sentir respirare in maniera rumorosa ed affannata i cani (e i gatti) di razza brachicefala.

Oggi, grazie ad un’informazione sempre più accessibile ed accurata, nonché all’opera di sensibilizzazione operata dagli stessi veterinari, i proprietari sempre di più stanno raggiungendo la consapevolezza che un animale che ansima e russa ha dei problemi.

I principali segni clinici che vengono riscontrati nei soggetti brachicefali affetti da BAOS sono i seguenti:

  • Respirazione rumorosa e a bocca aperta
  • Difficoltà respiratori
  • Intolleranza all’esercizio fisico
  • Predisposizione al colpo di calore
  • Cianosi (colorazione bluastra delle mucose)
  • Russare durante il sonno
  • Svenimenti

I sintomi appena descritti possono manifestarsi o peggiorare soprattutto a seguito di sforzi di eccitazione e di temperature elevate.

Inoltre, la difficoltà nel passaggio di aria attraverso la laringe spinge questi animali a respirare anche durante l’ingestione del cibo, con conseguente maggiore facilità di soffocamento.

Il rigurgito a fine pasto è un altro dei segni clinici che possono verificarsi.

Come si diagnostica il collasso laringeo

Tutti i soggetti appartenenti a razze brachicefale o loro incroci andrebbero sottoposti ad indagine endoscopica e radiografica presso un centro specializzato entro il primo anno di vita, poiché naturalmente predisposti allo sviluppo della BOAS.

I segni clinici sopra riportati rappresentano un quadro generale di malessere per l’animale e pertanto, in loro presenza, la necessità di un accertamento è ancora più impellente.

Trattandosi di una condizione acquisita, il collasso laringeo può essere efficacemente prevenuto, ma è necessario provvedere a far eseguire una diagnosi quanto più precoce possibile, per evitare l’aggravamento della patologia e la comparsa di questo difetto.

L’anamnesi, la predisposizione di razza e la visita clinica, grazie alla quale è possibile evidenziare la stenosi (restringimento) delle narici e il palato molle allungato, sono già altamente suggestive del problema.

Per una diagnosi certa, il veterinario dovrà ricorrere alla laringoscopia in sedazione, indispensabile per visualizzare l’eventuale alterazione anatomica a carico dell’organo.

Ulteriori approfondimenti possono rendersi necessari per definire la presenza di problemi aggiuntivi.

Pertanto, il veterinario di riferimento deciderà, di comune accordo con il proprietario, sull’opportunità o meno di eseguire uno studio radiografico del collo e del torace, grazie al quale sarà possibile individuare ulteriori alterazioni a carico della trachea (collasso e ipoplasia) e dei polmoni oppure la presenza di ernia iatale.

Esiste una cura per il collasso laringeo?

La migliore forma di terapia per il collasso laringeo è la prevenzione.

La diagnosi precoce consente di intervenire sulle alterazioni congenite prima che queste possano dare luogo, con il progredire della malattia, alla comparsa delle alterazioni acquisite, in particolare il collasso della laringe.

La risoluzione chirurgica della stenosi delle narici, e quindi l’ampliamento delle aperture nasali, la resezione del palato molle allungato e l’asportazione dei sacculi laringei rappresentano, ad oggi, il trattamento di elezione.

Qualora il collasso fosse già presente ma in forma lieve, la correzione dei difetti sopra descritti è di solito sufficiente per risolvere il problema a carico della laringe e ripristinare una respirazione corretta.

In presenza di un collasso laringeo di grado moderato o grave è possibile eseguire una laringectomia parziale o lateralizzazione aritenoidea, con risultato incerto, le cui conseguenze possono addirittura peggiorare lo stato dispnoico del paziente.

Tuttavia la laterizzazione aritenoidea sembra dare risultati migliori.

Nei casi più gravi e irreversibili può rendersi necessaria una tracheostomia permanente per consentire il passaggio dell’aria e l’ossigenazione dell’organismo.

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Bibliografia

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https://endovet.it/sites/default/files/allegati_pagine/BAOS.ENDOVET.pdf
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