Ambulatorio veterinario Fiocco Scalvi Verona Paolo Scalvi

In Italia si contano, ormai, più di 2 milioni di conigli da compagnia.
Il primo consiglio che qualunque veterinario esperto in Medicina degli Animali Non Convenzionali offre al neo-proprietario di un coniglio nano è quello di alimentarlo correttamente. Oggi ti proponiamo una guida definitiva all’alimentazione del coniglio

La giusta alimentazione del coniglio nano.

Cenni anatomo-funzionali

Il coniglio è un lagomorfo erbivoro e proprio dalla dieta dipende la sua salute.

In natura, il coniglio si nutre esclusivamente di erbe di campo che nella stagione più favorevole sono presenti in grande quantità, e quando queste scarseggiano si rivolge anche ad arbusti, cortecce e radici.

Questo significa che consuma materie prime molto povere in energia, proteine, grassi e carboidrati ed estremamente ricche in fibra.
Trascorre molto tempo nella ricerca del cibo più succulento che richiede comunque una masticazione piuttosto lunga, utile anche per il corretto consumo dei denti, che sono a crescita continua.

Possiede una particolare struttura anatomica a livello dell’apparato digerente che gli consente di sfruttare al meglio le sostanze nutritive contenute nell’alimento.

Il cieco e la ciecotrofia del coniglio

Come tutti gli organismi superiori, anche il coniglio possiede un apparato digerente formato da bocca, esofago, stomaco, intestino tenue, intestino crasso, retto ed ano.
Come molti mammiferi erbivori monogastrici, possiede un grande cieco, una porzione dell’intestino posto tra l’ileo e il colon.

Il cieco è un diverticolo, ovvero un grosso sacco, all’interno del quale sono presenti milioni di microorganismi in grado di demolire e trasformare la fibra contenuta nell’alimento.
Da questo processo, chiamato ciecotrofia, si ottiene energia, proteine, aminoacidi e vitamine indispensabili per la sopravvivenza dell’animale.

Il coniglio produce due tipi di feci ben distinte.

Quando ingerisce il suo cibo, questo subisce una lunga masticazione, raggiunge lo stomaco e successivamente l’intestino tenue dove viene sottoposto all’azione di alcuni enzimi e da li passa nel cieco.

All’interno del cieco avviene una separazione tra la fibra indigeribile ed altri elementi di scarto che vengono espulsi sotto forma di palline di forma sferica, dalla consistenza piuttosto dura e dall’aspetto asciutto e alcuni nutrienti che devono essere assolutamente recuperati.

Questi ultimi vengono eliminati sotto forma di ciecotrofo, materiale fecale di forma allungata, bozzellata, lucida e ricoperta di muco.

Il coniglio preleva direttamente dall’ano il ciecotrofo, lo ingerisce e il suo apparato digerente lo sottopone a seconda digestione.
Attraverso il ciecotrofo, l’animale recupera tantissime sostanze nutritive indispensabili, la maggior parte delle quali elaborate all’interno del cieco dai microrganismi li presenti.

L’alimentazione sana del coniglio nano

L’alimentazione corretta deve consentire, oltre che il sostentamento, anche una corretta funzionalità dell’apparato digerente e il consumo costante dei denti.
Trattandosi di un erbivoro stretto, l’alimentazione di base del coniglio deve essere costituita da:

  • erba
  • fieno
  • verdure
  • alimenti molto ricchi in fibre.

Esiste poi una vasta gamma di piccole integrazioni con le quali possiamo completare la sua dieta e tutta una serie di alimenti che invece non dobbiamo assolutamente somministrare.

Vediamo insieme quali sono le cose buone e necessarie, quelle facoltative e quelle assolutamente vietate.

Cosa può mangiare un coniglio per stare in salute (coniglio nano, ariete, testa di leone o altri)

Quali erbe posso dare ai conigli?

L’erba fresca è sicuramente l’alimento principe, quello che il coniglio consumerebbe se vivesse allo stato selvatico.
Avendo a disposizione una fonte di erbe di campo, ad esempio un giardino o un appezzamento di terra in campagna, questa sarebbe certamente la dieta migliore possibile.
Una buona razione è certamente composta da erbe miste, in quanto la varietà è sempre la cosa migliore.
Tra le numerosissime varietà erbacee che un coniglio può consumare senza problemi troviamo le seguenti:

  • Gramigna
  • Achillea
  • Piantaggine
  • Malva
  • Pratolina
  • Cicoria
  • Portulaca
  • Tarassaco
  • Trifoglio
  • Erba medica (piccolissime quantità)
  • Fleolo
  • Erba mazzolina
  • Avena
  • Orzo
  • Dente di leone
  • Borragine

Avendo un minimo di conoscenze botaniche è possibile reperire facilmente questa varietà erbacee.

È necessario considerare che dovranno essere raccolte da campi posti lontano dalle strade e dai campi coltivati, per evitare il rischio di contaminazione da sostanze chimiche potenzialmente dannose come gas di scarico, erbicidi, insetticidi o fertilizzanti.

Per chi avesse a disposizione un giardino recintato e a prova di fuga sarebbe bene considerare la possibilità di far pascolare liberamente il proprio coniglio, il quale sarà grato per questa opportunità e potrà scegliere da solo le erbe più gradite.

Attenzione all’erba medica e al trifoglio che sono leguminose: queste possono essere fornite ma in piccole quantità, perché eccessivamente ricche in energia e proteine e facilmente fermentescibili.

Fieno per il coniglio: quale e quanto.

Poiché nella vita di tutti i giorni non è sempre possibile avere a disposizione un giardino o un prato, per praticità si utilizza il fieno.
Questo alimento altro non è che erba tagliata, essiccata e conservata.
Il fieno, di conseguenza, per molti conigli rappresenta la base dell’alimentazione in sostituzione o in aggiunta all’erba di campo.

Le essenze vegetali che possono e devono essere incluse nella razione del coniglio sono le stesse descritte in precedenza.

Il fieno deve essere somministrato a volontà e lasciato sempre a disposizione in modo che l’animale, che compie numerosi e piccoli pasti nell’arco della giornata, possa nutrirsene a suo piacimento, impegnando così anche buona parte del suo tempo.

In commercio si trovano tantissime tipologie di fieno di prato polifita, addirittura arricchito di piante aromatiche che ne esaltano il profumo e l’appetibilità.

Al momento dell’acquisto è necessario verificare che la confezione sia integra, non contenga umidità e muffe e che la polverosità sia molto bassa o assente.

Una volta aperto il sacchetto, meglio spostare il suo contenuto all’interno di un contenitore ben areato come una scatola in legno o in cartone oppure un sacco in iuta o semplicemente una vecchia federa in cotone.

L’importanza della fibra nella dieta dei conigli (testa di leone, nani o altri)

Questo elemento è fondamentale per l’alimentazione e per la salute dei conigli.
La fibra è composta principalmente da una parte digeribile ed una indigeribile.
La prima, quella digeribile, è proprio quella che viene attaccata dai microrganismi presenti nel cieco, che a loro volta la trasformano in elementi nutritivi nobili e preziosi come acidi grassi volatili, fonte di energia, vitamine, proteine ed aminoacidi.
La porzione indigeribile della fibra è altrettanto importante in quanto regola la velocità del transito intestinale.

Alimenti poveri in fibra risultano, alla lunga, estremamente dannosi in quanto impediscono all’organismo di questo animale di svolgere le sue funzioni.

Gli alimenti ricchi in fibra che non devono mai mancare nell’alimentazione del coniglio sono proprio l’erba e il fieno!

Dosi e qualità di verdure da dare al coniglio nano

In mancanza di erba, le verdure rappresentano un’ottima integrazione al fieno.

Queste, somministrate un paio di volte al giorno, non devono mai mancare nella razione quotidiana del coniglio.

Le verdure, devono essere ben lavate e asciugate, conservate in frigo ma sempre proposte a temperatura ambiente.

Gli alimenti freschi non immediatamente consumati devono essere eliminati, facendo attenzione a non lasciare mai a disposizione del coniglio insalate e ortaggi avariati o appassiti.

Quanta verdura posso dare al mio coniglio?

All’incirca il 10% del suo peso: il che significa 100 grammi di verdure per ogni chilogrammo di coniglio.

Elenco delle principali verdure per il coniglio:

  • Radicchio
  • Indivia
  • Sedano
  • Ravanelli
  • Peperoni
  • Carote
  • Foglie di carota
  • Lattuga
  • Rucola
  • Zucchine
  • Catalogna
  • Carciofi
  • Broccoli
  • Borragine
  • Bietole
  • Cavolo
  • Cavolfiore
  • Spinaci
  • Coste
  • Crescione
  • Finocchi
  • Fagiolini
  • Rosmarino
  • Timo
  • Salvia
  • Menta
  • Melissa
  • Verza

Se possibile, meglio preferire la varietà o per lo meno alternare le diverse tipologie.

Le verdure particolarmente ricche in ossalati, come le brassicacee e gli spinaci, devono essere somministrate in piccole quantità così come quelle molto ricche in calcio (ad es. tarassaco ed erbe aromatiche) per evitare problemi all’apparato urinario.

Il mangime per conigli: quantità e caratteristiche

Il mangime, purché pellettato e privo di semi, deve essere considerato solo come minima integrazione e fornito in piccolissime quantità, circa uno o due cucchiai al giorno.

È composto principalmente di erbe sfarinate e pressate ed è solitamente molto gradito al coniglio.
Per questo può essere somministrato solo in minime quantità in modo che l’animale non ne faccia un abuso, tralasciando alimenti più importanti come il fieno, l’erba e le verdure.

Inoltre, il pellet è molto energetico e richiede una masticazione limitata e non corretta.

Il mangime pellettato non dove contenere semi interi o fioccati. Deve avere una percentuale di fibra di almeno il 18% e un basso contenuto in proteine, circa il 15%.

Nella scelta, si deve preferire un mangime di buona qualità senza badare al costo.

Quale frutta posso dare al coniglio ariete (e tutti) e quantità

La frutta è sicuramente alimento molto gradito al coniglio, ma visto l’elevato contenuto in zucchero, e quindi le molte calorie, deve essere offerta con estrema parsimonia, in piccole quantità due o tre volte a settimana o al massimo un pezzetto al giorno come premio e solo se il soggetto non ha la tendenza molto comune ad ingrassare.

Anche nel caso della frutta vale la regola secondo la quale questa deve essere ben lavata, mai data a temperatura di refrigerazione e privata dei semi.
Moltissime sono le varietà che possono essere consumate dal coniglio, e tra queste ricordiamo

  • Mela
  • Pera
  • Banana
  • Ananas
  • Albicocca
  • Anguria
  • Ciliegia
  • Fragola
  • Melone
  • Pesca
  • Kiwi
  • Lampone
  • Prugna
  • Uva

L’uvetta, molto zuccherina, può essere offerta, sempre in piccolissime quantità: uno o due chicchi al giorno.

Eccoti un’infografica riassuntiva dei cibi SI per il coniglio

ALIMENTAZIONE DEL CONIGLIO infografica cosa può mangiare

Alimenti sconsigliati e vietati per i conigli

Accanto agli alimenti consentiti e a quelli da somministrare con moderazione, esiste una lunga lista di cibi comunemente presenti nelle nostre case che possono però essere dannosi o addirittura tossici per il coniglio.

Trattandosi di un erbivoro, dobbiamo prima di tutto eliminare tutte le materie prime di origine animale che non devono assolutamente entrare, neanche occasionalmente, nella dieta del nostro coniglio.

Tra questi ricordiamo:

  • carne
  • pesce
  • uova
  • formaggi
  • yogurt e latticini in generale.

Dobbiamo anche escludere tutti i tipi di dolci e farinacei:

  • pasta
  • cereali
  • biscotti
  • crackers
  • grissini
  • pane
  • cioccolato 

e tutti i loro derivati e lavorati.

Sebbene molti mangimi commerciali contengano semi, interi o estrusi, ci sentiamo di sconsigliarne vivamente il consumo.

Anche tra i vegetali possiamo contare molti alimenti inadeguati o dannosi:

  • aglio
  • avocado
  • cipolla
  • legumi
  • melanzane
  • patate
  • parti verdi dei pomodori
  • porro
  • rabarbaro
  • funghi
  • peperoncino
  • insalata iceberg

Le verdure cotte o surgelate andrebbero evitate.

Tra le piante e le erbe di campo risultano essere tossiche:

  • edera
  • belladonna
  • tasso
  • stramonio
  • cicuta
  • ciclamino
  • digitale
  • colchico
  • equiseto
  • felce
  • grano saraceno
  • segale cornuta
  • ranuncolo
  • tabacco
  • mandorlo
  • pesco.

Eccoti un’infografica riassuntiva anche dei cibi NO per il coniglio

ALIMENTAZIONE DEL CONIGLIO COSA NO

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Bibliografia
  • “Principi di alimentazione del coniglio da compagnia”. Papeschi C. e Sartini L., La Settimana veterinaria, n. 1001 del 19/04/17, pp 38-42
  • “Il fieno è insostituibile nell’alimentazione del coniglio”, Papeschi C. e Sartini L., La settimana veterinaria n. 778, del 28/03/2012, p. 55
  • “Il coniglio nano”, Papeschi C., Edizioni Il Sextante, 2009
  • “Il mondo del coniglio”. Le guide pratiche di Zampotta. Papeschi C., dicembre 2017
    AAVV. Collana di Summa. Nuovi Animali da Compagnia. Ed. Point Veterinaire Italie, 2000
  • Avanzi M. “Voglio un coniglio”. Gruppo Editoriale Castel Negrino, 2007
  • Harcourt-Brown F. Textbook of rabbit medicine, Buttherworth Heinemann, 2004
    Hillyer EV., Queensberry KE. “Ferrets, rabbits and rodents – Clinical medicine and surgery”. WB Saunders Company, 1997
  • Meredith A., Flecknell P. “Rabbit Medicine and Surgery”. BSAVA, 2006
  • O’Neill A. “Il mio primo coniglio”. Il Castello, 2007
  • Quinton JF. “Nuovi animali da compagnia – I piccoli mammiferi”. EV-Masson, 2005
    Rosenthal K., Forbes N.A., Frye F.L., Lewbart G.A. “Exotic Animal Medicine and Husbandry”. Manson Publishing LTD, 2008
  • Spadola F, Di Giuseppe M. “Medicina e chirurgia del coniglio da compagnia”. Ed. Genoma, 2012

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