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    Sterilizzazione della cagna e gatta: come, quando e perché?

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    La sterilizzazione della cagna e gatta è una pratica utile, se non si vuole far fare cuccioli all'animale e consente di prevenire molte malattie dell'apparato riproduttivo. L'importante è effettuarlo nei tempi giusti, con una corretta tecnica che sia il meno invasiva possibile.

    Noi la facciamo in laparoscopia.
    In questo articolo vorrei spiegarti perché è così importante decidere di farla, valutando insieme pro e contro.

    Sterilizzazione della cagna e gatta: un buon metodo di prevenzione.

    Negli ultimi anni in Italia, come all'estero, la sterilizzazione della femmina è diventata uno degli interventi più richiesti dai proprietari e consigliati dalla maggior parte dei veterinari.

    Uno dei motivi che ci hanno portato (io ed i miei colleghi dell'ambulatorio) a propendere per questa soluzione, sono stati i diversi studi che hanno evidenziato come, questa pratica sia in grado di ridurre drasticamente l'incidenza di tumori mammari nella femmina.
    Purtroppo questa neoplasia ha un'incidenza altissima nelle femmine intere, sia di tipo benigno che maligno (ancora di più nelle gatte).
    La causa risiede nel fatto che questo tumore è influenzato nella crescita da una maggiore o minor presenza di ormoni ovarici nel tempo.
    Per più tempo gli steroidi ovarici sono in circolo, maggiore è la possibilità di avere lo sviluppo della neoplasia. Pensa che

    l'incidenza geografica del tumore mammario varia a seconda della diffusione o meno della pratica di castrazione precoce, nel cane come nel gatto [1,2].

    E' ormai assodato e dimostrato da moltissimi studi, che la sterilizzazione precoce (quindi effettuata precedentemente al primo calore), riduce l'incidenza dei tumori mammari al 2%, che sale all'8% prima del secondo e al 26% dopo il secondo calore.
    Questo in entrambe le specie. Ma mentre nel gatto sono prevalentemente maligni, nella cagna l'incidenza tra maligno e benigno è di poco spostato verso il primo. [3]

    Oltre alla prevenzione dei tumori, la sterilizzazione riduce o azzera la possibilità di insorgenza delle piometra, altra patologia particolarmente frequente, soprattutto nelle femmine anziane.
    Questa consiste in una infezione dell'utero, che a volte può essere poco evidente, con sintomi scarsamente riconoscibili se non quando i danni sono già importanti, in special modo se si considera che può insorgere in soggetti non più giovani.

    Anche le gravidanze isteriche insorgono frequentemente, derivate da ancestrali comportamenti nelle cagne (meno frequente nelle gatte) che, quando vivevano in branco, aiutavano le puerpere ad allattare in caso avessero troppi cuccioli, o addirittura se morivano durante l'allattamento.
    Questo comportamento nella nostra femmina però non è certo auspicabile perché motivo di forte stress per lei oltre che possibile causa di patologie mammarie come, ad esempio le mastiti.

    La sterilizzazione delle gatte è poi utile soprattutto perché questa pratica limita in modo molto efficace il suo desiderio di scappare durante il calore, comportamento molto pericoloso, soprattutto se vive in città dove le auto potrebbero facilmente investirle.

    Inutile dire che la sterilizzazione è poi l'unico metodo davvero efficace contro il randagismo in entrambe le specie.

    Sterilizzazione-cagna-e-gatta-Fiocco-Scalvi-Veterinario-Verona

    Sterilizzazione cagna e gatta: quale metodo?

     Esistono due metodi e due scuole di pensiero, a riguardo:

    • la prima considera come utile l'asportazione non soltanto della ovaie, ma anche dell'utero (teorie anglosassoni e statunitensi); 
    • la seconda invece valuta la sola asportazione delle ovaie come soluzione corretta.

    Noi propendiamo per la sola ovariectomia (asportazione delle ovaie).

    Il motivo per cui abbiamo sposato questa soluzione, risiede ancora in evidenze scientifiche che dimostrano come, l'asportazione delle sole ovaie, oltre ad essere un intervento decisamente meno invasivo in termini di tecnica chirurgica, sia anche sufficiente a ridurre a zero l'incidenza di malattie dell'utero.
    La piometra e le gravidanze isteriche, non si presentano più anche con la sola asportazione delle ovaie.
    Questo perché l'utero, senza gli ormoni ovarici, tende ad atrofizzarsi ed a ridurre a zero la sua attività [4].

    L'asportazione dell'utero (isterectomia) sarà da valutare qualora siano presenti patologie congenite dell’utero, piometra, iperplasia cistica dell’endometrio, neoplasie uterine, prolasso uterino e rottura dell’utero, ma in presenza di un organo sano, noi consigliamo un semplice intervento di ovariectomia (così viene chiamata l'asportazione delle ovaie).

    Tecnica chirurgica per sterilizzare il cane

    Come accennato all'inizio, noi utilizziamo una tecnica chirurgica mini-invasiva, che consente al paziente di avere una ripresa molto veloce dopo l'intervento, grazie ad una breccia operatoria molto ridotta (così si chiama il taglio che viene fatto per aprire ed operare).
    Invece di essere una ferita di qualche centimetro, è ridotta a due piccoli forellini.
    Inoltre gli organi interni vengono maneggiati meno e questo è tutto vantaggio per l'animale che sentirà molto meno dolore, nel post operatorio.

    Non saranno necessari punti di sutura esterni, ne tanto meno l'utilizzo del collare Elisabetta. L'animale non avrà alcun fastidio e non cercherà di leccarsi.
    Anche i farmaci antidolorifici ed antibiotici, nella maggior parte dei casi non saranno necessari, per minor incidenza di complicanze.

    Nei cani di grossa taglia inoltre, sarà possibile effettuare contemporaneamente anche la gastropessi preventiva: una tecnica che consente di limitare a zero, l'incidenza della torsione dello stomaco nei cani con predisposizione familiare o di razza.

    Sterilizzazione della cagna e gatta: quando farla?

    Per la gatta, visto l'incidenza così dominante dei tumori mammari maligni in base al tempo di esposizione agli ormoni ovarici, il consiglio è certamente quello di farlo prima del primo calore, che avviene normalmente tra i 4 e i 6 mesi di vita.
    Inoltre, soprattutto per le colonie di gatti randagi, la sterilizzazione può essere fatta anche prima, soprattutto se si tratta di gatti che potrebbero essere stati catturati molto piccoli e difficilmente poi sarebbero avvicinabili.

    Le tecniche di anestesia oggi sono molto avanzate e nonostante non possano mai essere considerate scevre da rischi, certamente sono più sicure anche per i gattini più piccoli.
    Gli studi poi non hanno evidenziato alcuna incidenza sullo sviluppo, carattere e malattie ad insorgenza maggiore in gatte sterilizzate precocemente.

    Per la cagna il discorso invece è diverso, in quanto il periodo della sterilizzazione, può influire su alcuni aspetti, nonostante non ci sia ancora concordia tra le varie linee di pensiero.

    Ecco perché ho pensato di darti la mia opinione, il mio metodo di lavoro, frutto di ormai quasi 30 anni di esperienza, insieme ai colleghi della nostra struttura.

    A mio parere il periodo più corretto per sterilizzare il cane non può essere standardizzato, ma dovrebbe essere valutato in base alle caratteristiche di razza, di vita del soggetto e di predisposizione ad alcune patologie. Vediamo il perché.

    Sterilizzare la cagna: quali i rischi?

    A fronte di notevoli vantaggi e benefici nella sterilizzazione, bisogna infatti anche valutare quali potrebbero essere le conseguenze negative di questa pratica, se applicata senza criterio e su soggetti troppo giovani, come avviene in America ad esempio, dove la sterilizzazione viene effettuata in massa su cuccioli di 3/4 mesi.
    Qui si sono concentrati la maggior parte degli studi che hanno evidenziato i possibili effetti negativi di tale pratica, effettuata così presto.

    Morfologicamente può presentarsi ipoplasia della vulva.
    Sarà quindi utile non sterilizzare in età prepubere (non prima dei 7/10 mesi nei cani di piccola taglia e 1/2 anni in quelli di grossa taglia)per non incorrere in questo problema.

    La sterilizzazione può portare ad una maggior tendenza ad ingrassare e questo è da valutare soprattutto in quei cani la cui razza è già di per sé predisponete all'aumento del peso. (Labrador, Carlini ecc.)
    Ricordo però che questa tendenza è risolvibile con una diminuzione della dose quotidiana della razione, in quanto cagne sterilizzate necessitano in media del 20% in meno di apporto calorico, rispetto ad un soggetto intero e che non è influenzata dal periodo in cui si effettua la castrazione.

    Altro inconveniente certamente rilevante è l'incontinenza urinaria, in cani di media e grossa taglia.
    Nonostante non ci siano moltissimi studi a riguardo, quelli fatti hanno evidenziato che:

    come conseguenza della sterilizzazione precoce (prima del primo calore), l’incidenza dell’incontinenza è stata notevolmente ridotta.
    Questo risultato è stato confermato da uno studio recente[5].
    Tuttavia, quando e se le cagne sterilizzate precocemente diventano incontinenti, la misura della gravità del problema è marcatamente superiore.
    Questo relativo svantaggio della sterilizzazione precoce è trascurabile in confronto ai vantaggi, come la minore incidenza dell’incontinenza urinaria e la ben nota protezione dai tumori mammari. Fonte

     C'è da dire anche che l'incontinenza urinaria da sterilizzazione, è fortunatamente facilmente risolvibile, qualora si presenti, con la somministrazione di un farmaco che ne riduce drasticamente la sintomatologia.

    Ambulatorio-veterinario-fiocco-scalvi-endoscopia

    La sterilizzazione della cagna e gatta: in che periodo estrale?

    Nonostante con la tecnica in laparoscopia sia possibile effettuare la sterilizzazione anche nel periodo meno indicato (a ridosso o durante l'estro) esiste comunque un periodo ottimale in cui è preferibile programmare questo intervento.
    Tale momento è durante l'anaestro, il periodo cioè di riposo totale dell'organo riproduttore.
    Nell'anaestro, l'ovaio non produce ormoni, ne progestinici, ne estrogeni.

    Se l'intervento viene fatto dopo l'estro, quindi durante il metaestro (o diestro come viene anche chiamato) si ha un crollo brusco degli ormoni progestinici che in questo momento sono prodotti in modo massiccio dall'ovaio.
    Questi sono gli ormoni che preparano l'utero all'impianto dell'ovulo (nelle femmine gravide).
    L'interruzione repentina di produzione dell'ormone, potrebbe indurre una gravidanza isterica, con la conseguenza necessità di somministrazione di farmaci per ridurre il latte che eventualmente si può formare.

    Considerando che i periodi dell'estro sono piuttosto riconoscibili, se si decide di effettuare l'intervento dopo il primo calore, sarà utile far passare un periodo piuttosto prolungato (differente a seconda della taglia e razza del soggetto), per non effettuare l'intervento proprio durante il metaestro, anche se la complicanza eventuale non è certo grave.
    In caso di dubbio, si possono comunque effettuare delle analisi ematiche atte alla valutazione del periodo e presenza di ormoni.

    Riassumendo quindi ti dico che per il cane femmina:

    • la sterilizzazione è un intervento certamente consigliato per la prevenzione di malattie gravi e potenzialmente mortali, molto frequenti nella femmina adulta intera (tumore mammario, piometra);
    • il periodo ottimale per effettuarlo è preferibilmente prima del primo calore, ma considerando sempre lo sviluppo del soggetto, onde evitare turbe comportamentali ed altre possibili patologie legate ad una sterilizzazione troppo precoce.

    Per quanto riguarda la gatta:

    • la sterilizzazione è certamente consigliata non solo per la prevenzione di malattie neoplastiche ma anche per limitare comportamenti molesti e potenzialmente pericolosi per la gatta stessa;
    • è una pratica fondamentale, anche per il gatto maschio, per la riduzione del randagismo felino, ancora molto presente nel nostro paese a causa del forte istinto, insito nei gatti domestici;

    Bene, spero di averti chiarito le idee su questo argomento, spesso dibattuto.
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     Bibliografia.

    1. Carolyn JH. Mammary Cancer. In: Bonagura J. Twedt D. Ed. Kirk’s Current Veterinary Therapy XV,  St. Louis: Elsevier Saunders, 2014, pp. 375-380.
    2. Morris J. Mammary Tumours in cat: size matters so early intervention saves lives. Journal of  feline medicine and surgery 15(5):391-400, 2013.
    3. Sorenmo KU, Rasotto R, Zappulli V et al. Development, Anatomy, Histology, Lymphatic Drainage, Clinical Features, and Cell Differentiation Markers of Canine Mammary Gland Neoplasms. Veterinary Pathology 48(1):85-97, 2011.
    4. Noakes et al., 2008 e Van Goethem et al., 2006
    5. Reichler IM, Hung E, Jöchle W, Piché CA, Roos M, Hubler M, Arnold S. FSH and LH plasma levels in bitches with differences in risk for urinary incontinence. Theriogenology 2005; 63, 2164-2180.

     

    ALESSANDRO

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