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    E se avessi una cagna con piometra, te ne accorgeresti?

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    Se tu avessi una cagna con piometra, potresti non accorgertene. Ecco perché è importante, non soltanto conoscerne i sintomi ma anche fare controlli regolari, soprattutto se non è stata sterilizzata.

    Piometra: una malattia dell'utero di cagna e gatta.

    La piometra è un accumulo di materiale purulento all'interno dell'utero.
    Si può manifestare più facilmente nel periodo subito successivo alla dominanza del progesterone, quel periodo in cui cioè, l'utero si sta preparando alla possibile gravidanza.

    Ma cerchiamo di capire un po' di più su questo meraviglioso organo. L'utero è l'organo della gravidanza.

    E' un viscere costituito da una parte muscolosa e mucosa che cambia molto nella sua dimensione: è piccolo all'inizio della vita. Si ingrandisce durante i vari cicli estrali per poi regredire nella vecchiaia.
    Ha la forma di una Y
    Le due corna (corna uterine, si chiamano proprio così) confluiscono in un gambo (corpo dell'utero) che termina, restringendosi poi nella cervice o collo dell'utero, che sporge poi nella vagina, dove ha accesso con essa, all'esterno. 

    utero nella cagna piometra

    Durante le varie fasi del ciclo estrale, la parete dell'utero va incontro a modificazioni importanti dovute soprattutto alla presenza di ormoni che si alzano e abbassano di livello e che portano la mucosa interna dell'organo a prepararsi alla gravidanza e poi, se questa non avviene a ritornare a riposo.

    Si inspessisce e poi si riassottiglia, la muscolatura si contrae e si rilascia. Le ghiandole presenti all'interno della parete uterina sono ciclicamente impegnate a rilasciare sostanze.

    Insomma, l'utero è un organo che è impegnato in tantissime attività sia quando deve prepararsi alla gravidanza, sia quando questa avviene e termina, ma anche quando questa non avviene.

    Il tutto è possibile grazie alla grande attività che hanno le ovaie, le vere produttrici di ormoni (estrogeni, progesterone e gonadotropine) che creano l'alternanza del ciclo sessuale nelle femmine.

    Ma perché ad un certo punto nell'utero si forma del pus? vediamole

    Cause della piometra nella cagna e gatta.

    Nonostante la malattia sia più frequente nella cagna, anche nella gatta è presente, quando questa è tenuta intera.

    Come abbiamo visto, durante i cicli estrali diversi ormoni, determinano delle modificazioni a livello della parete uterina che possono sfociare in una Iperplasia Endometriale Cistica, una espressione complicata per dire che:

    una eccessiva quantità di progesterone, provoca nel tempo una stimolazione cronica della parete dell'utero che così cambia la sua struttura.

    In pratica la parete dell'utero diventa più sensibile e meno resistente agli agenti provenienti dall'esterno e questo a causa della lunga esposizione nel tempo, al progesterone.

    Questo ormone infatti riduce le difese immunitarie di questo organo, soprattutto nella fase preparatoria alla gravidanza. Questo per ridurre la possibilità di rigetto degli embrioni. (La perfezione dell'organismo vivente...incredibile vero?)

    Oltre a fare questo, riduce la contrattilità della muscolatura dell'utero e aumento la secrezione delle sue ghiandole.
    In pratica prepara alla gravidanza, ma rende anche terreno fertile per le proliferazioni batteriche!!

    I batteri possono essere provenienti dal circolo sanguigno, o dalla cervice, ma potrebbero anche essere semplicemente quelli presenti normalmente nella vagina e che proliferano grazie alla diminuzione delle difese immunitarie di quel periodo estrale.

    Le cause di piometra nella cagna e gatta quindi, possono essere riassunte così:

    • sviluppo di Endometrite dovuta ai ripetuti cicli estrali e stimolazioni da progesterone;
    • riduzione della contrattilità muscolare dell'utero;
    • chiusura funzionale della cervice, che in quel periodo diventa più gonfia e quindi riduce il lume;
    • crescita di batteri (colonizzazione) provenienti dalla normale flora batterica presente nell'apparato genitale.

    La piometra: quali soggetti colpisce?

    Considerando il fatto che le modificazioni a cui si assiste nell'organo necessitano di diversi cicli estrali, sono certamente più predisposte cagne e gatte anziane. E su questo la bibliografia è certamente concorde.

    Attenzione però perché non è detto che femmine giovani non possano essere affette da questa patologia, soprattutto se hanno difficoltà a rimanere gravide. In questo caso infatti, l'incidenza di endometrite è alta e quindi ci potrebbe essere anche la presenza di piometra, che si sviluppa in un periodo variabile dalle 5 alle 7 settimane dopo la fine dell'estro.

    Pare esista anche una predisposizione di razza, anche se questa non è stata del tutto accertata. Rottweiler, Chow Chow, Bovaro del Bernese, sembrano maggiormente predisposti.

    La piometra non si presenta in cagne sterilizzate anche solo con ovariectomia (asportazione delle ovaie), che risulta quindi la vera ed unica forma di prevenzione alla malattia.

    Attenzione poi ai trattamenti per evitare l'insorgenza di gravidanza o calore: la somministrazione di progestinici è certamente un fattore predisponente la malattia che, in questi casi può manifestarsi anche durante la gravidanza correlata alla dose e alla durata del trattamento.

    piometra-nella-cagna-anziana

    Sintomi della cagna (e gatta) con piometra.

    Come riconosco una piometra? Per prima cosa ti rispondo: dipende!

    Ebbene si perché in realtà esistono due forme diverse di piometra, sia per gravità che per sintomatologia. La più semplice da riconoscere è quella che si definisce "a cervice aperta".

    Piometra a cervice aperta (Endometrite purulenta)

    In questo caso il sintomo principale è uno scolo mucoso biancastro e maleodorante che cola dalla vagina. Si hanno delle vere e proprie perdite, dense, che si manifestano circa 4-8 settimane dopo il calore.
    Il colore può anche essere diverso, dal verdastro al rosso e può essere più o meno abbondante a seconda delle pervietà della cervice.

    Attenzione perché la femmina spesso, in queste situazioni si lecca e quindi non sempre sarai in grado di vedere il muco!

    Le perdite possono non essere continue ma intermittenti. Altri sintomi che potrebbero manifestarsi sono:

    • vomito,
    • depressione,
    • inappetenza o anoressia,
    • maggiore sete (polidipsia),
    • maggior stimolo a urinare (poliuria).

     Piometra a cervice chiusa.

    La piometra a cervice chiusa è certamente la situazione più grave e complicata da riconoscere, in quanto il segno più importante, lo scolo vaginale, è assente o presente solo per un paio di giorni e poi scompare in quanto la cervice si chiude.

    I segni sono quelli più sopra descritti ma, se la malattia non viene diagnosticata per un periodo piuttosto prolungato, si possono aggravare dando anche complicanze di tipo renale. Quindi si può notare:

    • letargia,
    • vomito,
    • diarrea,
    • poliuria,
    • polidipsia,
    • perdita di peso,
    • ingrossamento addominale,
    • fino alla intossicazione (tossicosi) dovuta ad insufficienza renale sopraggiunta.

    Si perché il rischio più grave è proprio questa complicanza.

    Pare infatti che le tossine batteriche provochino delle modificazioni a livello della funzionalità renale che non consentirebbe più di concentrare le urine in modo corretto. Questo quindi porta all'aumento della quantità di urine e conseguente maggiore sete.
    Se la situazione si perpetua, la diminuita funzionalità renale può facilmente sfociare in insufficienza renale che provoca poi una tossicosi.

    La cagna e gatta con piometra, potrebbe arrivare a morte!

    Potrebbe infatti capitare che la compromissione dell'organo sia tale da rompersi e provocare una grave setticemia. 

    Come prevenire la piometra ?

    La piometra è malattia tipica delle femmine intere adulte/anziane e potrebbe presentarsi dopo ogni calore.
    Verifica quindi la presenza dei sintomi premonitori tutte le volte che la cagna finisce il ciclo.

    Fai caso se aumenta la sete, aumento di volume dell'addome, si lecca i genitali, fa più pipì del solito.

    Per maggiore sicurezza ti consiglio anche di far effettuare una visita di controllo, due volte l'anno con relativa ecografia (sempre dopo i cicli estrali).

    Il secondo consiglio è certamente quello di sterilizzare al momento giusto la tua femmina, sia di cane che di gatta, se non hai intenzione o necessità di farla riprodurre.

    Detto questo, se la tua femmina è entrata in calore e dopo qualche settimana comincia ad avere i segni che ti ho elencato sopra portala subito dal veterinario, che dovrà effettuare una visita accurata, oltre a verificare il periodo estrale della paziente.
    Inoltre dovrà fare esami del sangue e delle urine oltre ad una ecografia che metterà in evidenza il pus, in caso di piometra oppure l'endometrite in caso non sia ancora sviluppato il pus.

    Se non si ha la possibilità di effettuare una ecografia, è da ricordare che anche il referto radiografico potrebbe essere probante, in quanto, l'evidenza dell'utero in una radiografia, è possibile solo se questo è gravido e dopo il parto, per 2-4 settimane.

    Quindi, se l'utero è evidente in altri periodi, significa che c'è qualcosa che non va e quindi è necessario effettuare un ulteriore accertamento (una ecografia).

    Dal punto di vista degli esami di laboratorio, la piometra metterà certamente in evidenza reperti riconducibili ad infezione (leucocitosi) e anemia.

    E' anche importante ricordare che lo stato di tossicosi che si instaura provoca anche danni epatici che si risolvono, normalmente, una volta eliminata la causa.

    Anche il rene, come abbiamo visto può essere compromesso e si potrebbe instaurare anche uno stato diabetico indotto, anch'esso reversibile.

    Cagna con piometra e gatta: la cura.

    La terapia della piometra è da effettuare in due fasi, a seconda della gravità della situazione.

    La prima fase consiste nella stabilizzazione del soggetto:

    • trattamento antibiotico (facendo attenzione a scegliere un farmaco che non venga escreto per via renale);
    • fluido terapia per ridurre la disidratazione;
    • valutazione della funzionalità renale ed epatica e trattamento relativo;
    • collare Elisabetta per evitare che il cane si lecchi. 

    La seconda fase consiste certamente nella asportazione chirurgica dell'utero e ovaie (ovarioisterectomia)

    Perché non posso provare a risolvere la situazione con trattamento medico?

    In caso di sola endometrite la possibilità di recidiva e di complicanza in piometra è molto probabile ad ogni calore successivo.

    E' stato inoltre provato che il batterio presente nella prima infezione, nonostante il trattamento abbia ridotto i sintomi, sarà lo stesso anche nelle seguenti recidive, a dimostrazione che i trattamenti non riescono ad essere completamente risolutivi, ma che mitighino solo la malattia portandola ad uno stato sub-clinico.

    Quindi l'operazione è certamente consigliata.

    L'intervento chirurgico può essere effettuato in chirurgia mini-invasiva, qualora l'utero non sia troppo ingrossato, con enorme vantaggio in termini di ripresa della paziente, che avrà una breccia operatoria (ferita) molto più piccola di un intervento normale.

    E' certamente molto importante continuare il trattamento antibiotico anche dopo l'intervento, prolungandolo per almeno una settimana!

    I segni di sofferenza renale ed epatica dovrebbero regredire in tempi brevi, dopo il post operatorio.

    Piometra: le situazioni di emergenza

    Se la piometra nella cagna o gatta non viene diagnosticata, potrebbe esitare anche nella morte delle femmine, per shock endotossico.

    E' importante quindi non sottovalutare i segni di malessere dei nostri amici pelosi, per non arrivare a dover operare in stato di emergenza, situazione in cui l'esito non è certo, visto che la compromissione di organi come fegato e reni, non consentono di sopportare gli effetti della anestesia.

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    Bibliografia:

    Pretzner SD, Clinical presentation of canine pyometra and mucometra: A review,Theriogenology, 2008, 70: 359-­‐363.

    Preziuso F, Preziuso S, Lezioni ed appunti di endocrinologia veterinaria, Servizio editoriale Università di Pisa, Pisa, 1999: 105-­‐106

     

     

    ALESSANDRO

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